Liti politiche, mercato del lavoro e fiducia

La lite ora sopita sulla spending review tra il presidente del consiglio Mario Monti ed il neo-eletto presidente di Confindustria Giorgio Squinzi si è esaurita rapidamente, non dopo aver dato modo di cogliere l’inclinazione del secondo a parlare come se rappresentasse solo se stesso e la predisposizione del primo a reazioni impermalite. E anche a far impazzare per qualche ora sul web molte reazioni sui social forum, inclusa la nascita su Twitter dell’hashtag #FaSalireLoSpread, dopo la considerazione del prof. Monti sulle valutazioni a ruota libera capaci di danneggiare l’economia.

Peraltro la rapida ricomposizione non può far scordare che gli interventi della politica e di chi ricopre cariche istituzionali hanno realmente effetti sui movimenti dell’economia. Quelli della recente querelle certamente minimi, ma in altri casi autentici e ben misurabili. Anche mediante grafici e tabelle. Ieri il blog di Ezra Klein sul Washington Post, che peraltro non si occupava di Italia ma della politica 2012 di Barack Obama sui tagli fiscali, ci ha messo sotto il naso un esempio molto loquace: quello della battaglia sul tetto del debito che ha avuto luogo in America l’anno scorso.

La guerra tra Casa Bianca e Repubblicani ha avuto effetti sull’economia e sulle sue parti più sensibili come l’occupazione. Da Febbraio ad Aprile l’economia in ripresa era passata dall’aggiungere 220.000 nuovi occupati a 251.000. L’estate, il periodo in cui i Repubblicani hanno scatenato l’assalto al Presidente Obama sul debito federale, è diventata una stagione di anemia per l’occupazione (cerchio rosso nel grafico qui sotto) ed a settembre, un mese  month after the debt ceiling was resolved, the economy sped back up and added more than 200,000 jobs.

Klein non vuole fare confusione tra connessione causale vera e propria e correlazione, quindi non esagera nell’attribuire le colpe e precisa:

L’incertezza sul tetto del debito può non essere stata l’unica responsabile per il rallentamento della creazione di occupazione e la caduta della fiducia dei consumatori. Ma ha sicuramente contribuito.

Infatti Klein non fa a meno di presentare sul proprio blog l’indice economico Gallup. Anche qui la freccia rossa connessa, dal punto di vista temporale, alla zuffa politica sul tetto del debito tra Obama e Repubblicani, è davvero loquace. Se dopo aver guardato con attenzione i grafici americani non vi sono venute in mente le riflessioni di ieri di Mario Monti sugli effetti che la governance italiana (da qui alle elezioni 2013) avrà sul giudizio dei mercati, siete più ottimisti dell’autore di questo blog.

 

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