Italia: non come la Grecia, come il Giappone

POST PUBBLICATO SU ECONOMINIMA.IT

Con particolare intensità dalla fine della settimana scorsa ci sta investendo un fiume di brutte notizie che ci riguardano o ci riguarderanno presto, sospinto dalle pessime notizie che nelle scorse settimane hanno avuto al centro la Spagna. Notizie a cui tutti più o meno reagiamo con preoccupazione, qualcuno arrabbiandosi o anche indignandosi. E adesso scopriamo che quest’ultimo verbo sta diventando di attualità non solo per i comuni cittadini ma anche per i membri del Governo. Intanto i grafici non sono buoni, in particolare quello delle nostre obbligazioni decennali, che oggi sono arrivate anche al livello di 6,30:

La quotazione del BTp decennale quando è stato pubblicato il post (via marketwatch.com)

A fine giornata il valore di chiusura era di 6,18. Non ai livelli dell’autunno scorso ma il più alto da gennaio, e soprattutto un livello che sono in tanti a pensare non potremo permetterci a lungo, non importa a che livello siano arrivati i “bonos” spagnoli al confronto. E di certo un valore non tranquillizzante con cui affrontare un mese come quello di giugno che da più parti viene segnalato come cruciale (e quindi infernale) per il futuro dei paesi dell’Eurozona. Per il nostro paese in particolare c’è anche stato oggi un supplemento di analisi e di riflessione, da parte dei money-managers. All’agenzia di informazione economica Bloomberg stamattina Ed Parker ha dichiarato di ritenere improbabile che per l’Italia sia in vista l’esigenza di un futuro salvataggio. Un parere favorevole che ha però il difetto di provenire dal Numero 1 di Fitch, una delle tre grandi agenzie di rating mondiali.

Con Josiane Kremer che lo ha intervistato ad Oslo Parker ha messo in fila alcuni argomenti a sostegno della sua convinzione nel confronto con la Spagna: “L’Italia è molto più vicina a raggiungere una posizione sostenibile dal punto di vista macroeconomico. Ha a che fare con un minore deficit di bilancio, ha un deficit delle partite correnti molto più piccolo e non ha questi problemi nel settore bancario”.

Parker non ha nascosto peraltro quanto, considerato il volume del debito pubblico, l’Italia dipendenda dalla situazione dei tassi d’interesse: questo la rende sensibile ai movimenti in positivo o negativo. Se i tassi, al contrario di quello che accade in questi giorni, saranno bassi, la convinzione è che non saremo destinati ad ulteriore consolidamento fiscale.

Quella che per il capo di Fitch Ratings è un’opinione professionale per i cittadini italiani è una speranza con riflessi importanti sul futuro. A questa opinione positiva (sempre con la premessa che quando ci sono di mezzo le agenzie di rating, che qualcuno definisce i “becchini dei mercati”, occorre sia essere prudenti sia… fare gli scongiuri) ecco un altro parere professionale interessante che proviene dal blog del Financial Times, Alphaville e cita un parere dell’analista di Monument Securities Marc Ostwald.

Ostwald richiama l’attenzione sulle marcate differenze tra Spagna ed Italia riguardo alla situazione del risparmio ed al rapporto tra mutui e PIL dei due paesi mediterranei: “Una volta ancora dobbiamo sottolineare che, sebbene l’alto livello di rendimento dei BTP non faccia certo un favore alla banche italiane, e malgrado il fatto che la misura del debito italiano rispetto al PIL al 120% sia brutta, il suo debito sovrano totale si colloca appena sotto i 2.000 miliardi di EUR, ma che il settora finanziario abbia risparmi ed asset di oltre 8.400 miliardi di Eur, e che l’Italia ha un rapporto mutui/PIL appena al disotto del 20% (l’Olanda al contrario ha un rapporto equivalente del 110%!) – e quindi caso mai l’Italia è in effetti simile al Giappone, malgrado le leggende urbane dicano sia simile a Spagna, Irlanda, Portogallo, figuriamoci poi alla Grecia”.

L’autore del blog Paul Murphy definisce l’opinione ottimista/realista. Speriamo che intenda dire: ottimista/realista escluso l’accompagnamento di tsunami, incidenti nucleari, bolla immobiliare speculativa e decade degli anni ’90 persa, deflazione eccetera !

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