Lo sciame sismico sull’Eurozona

Neanche 24 ore dopo l’ondata di vendite che ieri ha salutato sui mercati di tutta Europa le notizie provenienti da Francia ed Olanda, stamattina c’erano in vendita (non in enormi quantità peraltro) titoli di stato spagnoli ed olandesi. E CTz e BTp italiani. Per quelli spagnoli c’è stato un rialzo notevole dei rendimenti (raddoppiato per i trimestrali da 0,381 a 0,634) ma il rapporto bid-to-cover di 7,6 indica una domanda più che vivace. Per i CTz di scadenza gennaio 2014 l’analoga richiesta è stata dell 1’80. Il miliardo di euro di obbligazioni statali olandesi ha visto il rendimento sui biennali scendere a 0,523 che possiamo solo invidiare. Tutta scena dunque il lunedì nero di ieri?

A ben guardare altri indicatori (in questo caso riguardanti quell’Olanda che fino a un paio di settimane fa pontificava su virtù proprie e difetti altrui) come i Credit Default Swap, le polizze di assicurazioni che grandi investitori come fondi pensione o hedge funds comprano per difendersi dai rischi del debito sovrano, il confronto più recente sul parametro di riferimento a cinque anni tra Olanda e Germania è molto cambiato invece. Oggi per assicurare dieci milioni di valore nominale di titoli si spendono 50.000 euro in più l’anno quando si comprano obbligazioni olandesi invece che tedesche.

Ma per quanto a Berlino o Francoforte riusciranno a isolarsi dalle tempeste che spazzano e devastano tutto il continente?  Il solitamente prudente blog soberlook.com ha da poco pubblicato un post che contiene il grafico seguente, basato su dati Bloomberg; le cifre della Germania sono in bianco quelle dell’Eurozona in arancione:

Si tratta della curva disegnata dall’indice PMI della manifattura. L’autore del post non manca di evidenziare che questo indicatore fondamentale (che è compilato mensilmente attraverso un sondaggio ai manager degli acquisti dei grandi produttori, e quindi riguarda il sentiment di quei gioielli nazionali tedeschi che producono ed esportano beni nei cinque continenti) ormai sempre più tende a convergere con quello dell’Eurozona. Il titolo del post è : “German decoupling may have been wishful thinking” ovvero “La separazione tedesca (dall’Eurozona in crisi) potrebbe essere stata un miraggio”.

Se questo fosse vero non saremmo allo sciame successivo al sisma, ma in mezzo a quelle che fanno da precursore al vero terremoto, che stavolta non colpirebbe solo in periferia. E forse finalmente la protezione civile interverrebbe per ricostruire, non per seppellire…

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