Cercasi transpadani

Quello attuale non è certo un periodo morto per le linee ad Alta Velocità. Lo scorso primo novembre la California ha presentato il business plan della linea che collegherà San Francisco a Los Angeles. In Italia in poche ore (11-12 novembre) è stato prima firmato il contratto operativo per la realizzazione del terzo valico dei Giovi ed il giorno dopo, con l’approvazione della legge di stabilità 2012, le aree della Torino-Lione sono diventate di “interesse nazionale”. Il 22 novembre è stato annunciato il potenziamento dei TGV francesi tra Parigi e Milano, con un’offerta che sarà potenziata, a partire dall’11 dicembre, a tre collegamenti giornalieri A/R, con l’obiettivo di trasportare mezzo milione di persone nel 2012 (contro i 370.000 di quest’anno).

Al fervere di attività attorno a progetti controversi (anche quello americano lo è) si abbina quindi anche il ritorno di attualità del tema del trasporto dei passeggeri, ridimensionato per lunghi anni relativamente alle due tratte italiane. Non è solo la nuova politica commerciale della francese SNCF a dirlo, ma lo suggerisce anche la recente campagna pubblicitaria del consorzio Transpadana. E a pensarci bene il sito della Lione-Torino Ferroviaria ha sempre conservato nella sua pagina delle FAQ la domanda: “…porterà vantaggi anche per il trasporto internazionale dei viaggiatori?”. Rispondendo che si prevede un’offerta di 27 collegamenti internazionali, tali da far passare il traffico tra l’Italia e la Francia dai quasi 1,5 milioni di viaggiatori attuali a 4,5 milioni negli anni successivi alla messa in servizio della nuova linea.

Viaggiatori da contendere al traffico ferroviario tradizionale, auto ed aereo. Proprio la capacità di erodere quote di mercato a quest’ultimo tipo di trasporto, quello aereo, è stata fino ad oggi l’immancabile “cartina di tornasole” del pieno successo di una linea AV.

Riguardo alle caratteristiche che deve avere un mercato adeguato ad accogliere positivamente una linea AV l’urbanista Sir Peter Hall non ha dubbi: “la scala spaziale di queste regioni è idealmente tagliata per l’AV come concorrente dell’aereo con le maggiori città distanziate lungo corridoi lineari a distanze fino a 500 miglia (ca. 800 km), servite da alcuni dei più trafficati, e quindi più profittevoli, corridoi di trasporto aereo a corto raggio. Prima in Giappone e poi in Europa l’AV ha rapidamente preso la parte del leone del traffico lungo corridoi analoghi: Tokyo-Nagoya-Osaka, Parigi-Lione-Marsiglia, Londra-Manchester, Parigi-Bruxelles-Amsterdam e Madrid-Saragozza-Barcellona”.

In Italia questi fattori erano tutti compresenti nel caso della Roma-Milano: e la tratta ha saputo attirare quasi 14 milioni di passeggeri (secondo i dati 2008 elaborati dal Prof. Paolo Beria). Delle linee che abbiamo nominato all’inizio del post, la San Francisco-Los Angeles ha all’attivo molti dei fattori indicati: tra le due città volano attualmente un milione e mezzo di passeggeri (si tratta della metà circa di quelli che volavano tra Roma e Milano prima che arrivasse la concorrenza dei Frecciarossa). Tra Milano e Genova le distanze sono troppo piccole per fare dell’aereo un concorrente del treno. Ma le distanze tra Lione e l’Italia non sono troppo piccole per valutare se la “cartina di tornasole” della concorrenza AV-aereo dia indicazioni sull’eventuale futuro gradimento dei viaggiatori per la nuova linea. Abbiamo quindi pensato di verificare l’entità attuale del bacino di utenza dei viaggiatori italiani diretti all’aeroporto di Lione.

I dati ufficiali 2010 indicano Venezia come partner di maggior successo per l’aeroporto “Saint Exupéry”: 122.782 passeggeri annui che ne fanno la 17.ma destinazione più popolare per la Francia. Nel 2010 le tratte più attive erano da/per Venezia, Malpensa e Roma: 342.232 passeggeri complessivi. Il secondo partner (la 23.ima rotta più battuta tra quelle con la Francia) era Ciampino : 85.972 passeggeri.

Ci siamo chiesti se i numeri modesti potessero rivelarsi un effetto della crisi; ma il traffico totale Italia-Francia in anni pre-crisi era di 6.899.116 (2006) e 7.6221.065 (2007) di passeggeri. Nel 2010? 7.996.505. In un anno ancora florido per l’aviazione commerciale (2007) Lione aveva quale miglior partner italiano una Malpensa non ancora ridimensionata: ma non si superavano i 139.400 passeggeri/anno.

In attesa dei dati 2011 abbiamo anche compilato una tabella dei posti per Lione offerti da Alitalia/Air France (in code sharing) e da Easy Jet: la capacità totale è 314.517 (il load factor di Air France-KLM è 85,7%, quello di Easyjet sfiora l’87%). Come dire, secondo stagione, tra 5 e 6.000 posti solo andata disponibili a settimana. Si va dagli A319 da 156 posti con cui la low cost opera da Roma e Venezia ai piccoli Embraer da 37 posti che partono ed arrivano a Bologna.

Un Frecciarossa in tipica configurazione da undici carrozze accoglie circa 600 passeggeri: uno i giorni feriali e due nel weekend avrebbero la stessa capacità di tutti i collegamenti aerei attuali per Lione. Nel più ottimistico degli scenari una tratta transpadana inaugurata oggi potrebbe considerare questo il proprio bacino premium. Se queste appaiono cifre limitate, si tenga presente che abbiamo pure ecceduto in ottimismo fino al punto da fare omaggio della quota proveniente dagli scali del centro Italia a questo “bacino potenziale”. E non abbiamo ancora segnalato che il sistema di connessioni di Air France attribuisce spesso all’aeroporto di Lione funzione di feeder (ovvero alimenta altre destinazioni finali)…

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Una risposta a Cercasi transpadani

  1. Paolo Beria ha detto:

    I “conti della serva”, anche nella più cortese versione del “retro della busta”, sono assolutamente necessari, soprattutto in un contesto di assenza totale di dati con cui l’opinione pubblica potrebbe, appunto, farsi un’opinione e non solo subirla.
    Per la Milano – Torino la domanda dopo oltre 4 anni dall’apertura è semplicemente imbarazzante: 1,5 milioni di passeggeri, pochi treni al giorno. Miliardi di investimento. Che la Torino – Lione possa mai avere numeri anche solo di 1M pax/anno è irrealistico (nel milione e mezzo ci sono anche i regionali…). Certamente guardare al mercato aperto e spontaneo dell’aereo ci dice quanta domanda potenziale c’è oggi su quella relazione. Quindi i 300.000 calcolati sono assolutamente corretti. E voglio vedere quanti si faranno 6 ore di treno da Venezia per andare a Lione, quando con 50 euro e 1,5 ore potranno andarci con easyJet…

    Colgo l’occasione per una mini-pubblicità (accademica): per chi fosse interessato, a questo link è disponibile una nostra stima (modellistica, ma molto semplificata. Un altro conto della serva) della domanda attuale sull’intera rete AV italiana. E’ in inglese.
    http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486
    Grazie,
    Paolo Beria

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