E se la Germania non fosse così esemplare ?

Vorrei suggerire di dare un’occhiata all’articolo firmato ieri da Claire Gatinois e Frédéric Lemaître su Le Monde. Non ci troverete un autentico “conto della serva”, ma un richiamo evidente a come i conti siano da prendere col beneficio del dubbio anche nei casi in cui riguardino chi gode di reputazione di rispettabilità.

Infatti proprio mentre l’Europa sballottata dalla crisi dei debiti sovrani sempre più “parla tedesco”, i due corrispondenti del quotidiano francese a Berlino si domandano se il paese invidiato da tutti i vicini sia davvero a buon titolo in grado di far dormire sonni tranquilli ai suoi cittadini… ed alle agenzie di rating. Le cifre ufficiali sono dalla parte della Germania: a cominciare dal rapporto deficit/PIL che il Fondo Monetario Internazionale prevede a meno dell’1,7% nel 2011. Lo stock del debito viaggia all’82,6 % del PIL, ma in discesa. La disoccupazione è al 6% della popolazione attiva e la bilancia dei pagamenti è in attivo. Ma per qualcuno non basta a far di Berlino un modello di paese esemplare…

“Il suo deficit è scandalosamente truccato !”, tuona nell’articolo Sylvain Broyer. Il capo economista della banca Natixis spiega che, dopo la crisi del 2008, la Germania ha sfruttato la possibilità di “nascondere sotto il tappeto” decine di miliardi di Euro sborsati od offerti in garanzia per rilanciare l’economia e salvare il settore finanziario. Le somme sono collocate nei “Sondervermögen” (fondi speciali); hanno fatto crescere il debito, ma non sono prese in considerazione nel calcolo del deficit pubblico. Quanto sarebbe stato il debito tedesco 2009 senza questo artificio? Secondo i calcoli dell’economista sarebbe passato dal 3,2 % al 5,1 %. Se queste fossero le cifre con cui confrontarsi realmente, il deficit tedesco non sarebbe poi tanto diverso da quello transalpino, e sarebbe giustificato il commento di Jean-Claude Juncker, presidente lussemburghese dell’Eurogruppo, che in una recente intervista al quotidiano tedesco General Anzeiger ha osservato: “In Germania spesso si fa come se il paese non avesse alcun problema, come se la Germania fosse esente dal debito mentre tutti gli altri ne avessero di eccessivi“.

Gli autori danno anche conto dei pareri di quegli esperti tedeschi (per lo più si tratta di euro-scettici) che danno voce a preoccupazioni proiettate dal breve al lungo termine, riguardanti il rallentamento della crescita nel primo caso e nel secondo le prospettive demografiche ed i riflessi sul futuro stato sociale della repubblica federale.

Abbiamo indicato questo articolo che sottolinea come il modello di stabilità tedesco, pur ancora privilegiato in mezzo alla attuale tempesta, non sia privo di ombre, non tanto per dare sfogo alla logica del “mal comune mezzo gaudio”, quanto per suggerire di tenerlo a mente nelle prossime settimane. Ogni qualvolta succederà di assistere ad episodi di “tirchieria” da parte dei “parenti ricchi” d’Europa recalcitranti a mettere a rischio la propria sicurezza per i “parenti poveri”, magari sarà utile ricordare che il puntare i piedi della Germania potrebbe anche essere spiegato da un quadro fatto solo in apparenza di granitiche sicurezze.

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